Egregio Signor Sindaco,
nuove e utili per il nostro futuro; dato che si cerca di dare una visione più larga sul mondo a tutti quelli che vengono a questo corso, La ringraziamo per l'opportunità che ci ha dato di incontrare nuove persone e fare qualcosa in più per la nostra comunità.
Visto il clima sociale e politico di questo periodo, siamo preoccupati dell'immagine negativa che i media attribuiscono al nostro paese; come molti sanno è un'immagine sbagliata che spesso penalizza ingiustamente tutti i cittadini romeni. A questo proposito gradiremmo conoscere alcune sue posizioni e in particolare se il Suo Comune promuove politiche e campagne o progetti educativi per contrastare queste rappresentazioni.
Ci farebbe anche piacere conoscere la sua opinione riguardo alla proposta
dell'On. Maroni di reintrodurre le quote di ingresso per i cittadini romeni.
Per quanto riguarda le politiche generali sull'immigrazione in Italia, gradiremmo
sapere quali sono le Sue idee relative al prolungamento dei tempi nei Centri di Permanenza Temporanea e cosa ne pensa del così detto 'reato di immigrazione clandestina'.
Molti di noi hanno a cuore anche altre tematiche, con le quali ci siamo confrontati nella nostra esperienza di lavoratori migranti, e vorremmo sottoporLe a questo proposito delle riflessioni e delle domande da parte dei corsisti. Iniziamo e terminiamo con i contributi di due mediatrici culturali, che più di altri si trovano nella posizione di intermediari sociali e politici tra cittadini romeni e istituzioni.
Io sono arrivata in Italia 12 anni fa e dal 2002 lavoro come mediatore culturale per diverse associazioni. Non è un lavoro stabile e sicuramente non mi farà arricchire, ma è un lavoro molto bello, che mi dà tanta soddisfazione. Ho la possibilità di aiutare tanti miei connazionali che si trovano in difficoltà. L'unico mio rammarico è che di solito le istituzioni non sono tanto abituate a lavorare con i mediatori, non sanno cosa farsene e dunque poche volte chiedono l'intervento di uno di loro anche quando ne avrebbero la possibilità. In più, dovendo scegliere, preferiscono avere più spesso il mediatore arabo, albanese, o cinese, piuttosto che il mediatore romeno. La spiegazione che loro danno è che tanto il romeno è una lingua neolatina, simile all'italiano, dunque la maggior parte dei romeni anche se non parlano l'italiano lo capiscono e alla fine lo imparano anche in fretta... Si confonde in questi casi il ruolo del mediatore con il ruolo dell'interprete, privando in questo modo molti romeni di un aiuto di cui altri immigrati in fondo usufruiscono. Molto svantaggiati sono anche i bambini romeni inseriti nelle scuole italiane, sempre più numerosi e per i quali le ore di accoglienza previste sono ogni anno sempre di meno. Io, quando sono arrivata in Italia, parlavo la lingua italiana perché avevo fatto un corso di tre anni di lingua e cultura italiana presso l'Istituto Italiano di Cultura di Bucarest. Non è stato facile però combattere con la burocrazia italiana e aver avuto allora la possibilità di usufruire del sostegno di un mediatore culturale mi avrebbe fatto risparmiare molto tempo. Anche per questo spero che le istituzioni capiscano l'utilità dei mediatori culturali e diventino più sensibili alle necessità dei romeni. L'immigrazione è un fenomeno in continuo aumento e gli immigrati romeni sono per la maggior parte molto giovani. Aiutarli a integrarsi è meglio per tutti, romeni, italiani e altre nazionalità.
Ringrazio di nuovo il sindaco per la disponibilità che dimostra nei nostri confronti e mi dispiace tantissimo di non poter essere presente all'incontro per motivi familiari. Non mi è mai successo di poter parlare direttamente con un sindaco, ma mi accontento della possibilità di poter scrivergli una lettera.
A chi si deve rivolgere una ragazza sola, che non è sposata e non ha bambini? Perché se non hai bambini o una famiglia da mantenere nessuno crede che tu abbia bisogno di un aiuto? Dove si devono rivolgere le donne che non hanno ancora famiglia? Esiste la possibilità che una persona possa avere diritto a una casa popolare o a mutuo agevolato se non ha famiglia?
Egregio Sindaco, Vi ringraziamo per avere aiutato questo corso di computer.
Io vorrei fare una domanda: la mia nuora ha lavorato sei anni a ore. Vorrei sapere se nel Suo Comune esiste un ufficio a cui ci possiamo rivolgere per avere informazioni sui diritti e sulle regole per la maternità delle collaboratrici domestiche. Una donna ha bisogno di un sostegno per la maternità e di tempo per crescere e educare la sua bambina... La ringrazio molto
Sono una donna rumena, lavoro qui in Italia da quasi 4 anni e vorrei sapere cosa pensa di questa situazione: perché noi rumeni che lavoriamo qui, che diamo il nostro contributo per arricchire l'Italia, non abbiamo diritto di votare?
Ringrazio per la possibilità che ci dà di parlare con Lei. A me e a mio marito interessa questa questione: noi lavoriamo da molti anni in Italia e prima abbiamo lavorato molti anni in Romania; abbiamo sentito che è stata proposta la possibilità di riconoscimento e di cumulare le ore che abbiamo lavorato in Italia e in Romania per i contributi e la pensione; cosa pensa di questo? Sarà possibile?
La ringrazio anticipatamente!
Sono stata presente in tribunale dalle dieci di stamattina ed intorno alle due e mezza hanno portato in udienza il signore che avevano arrestato i carabinieri. Cominciano l'udienza e mi viene detto che lui parla l'italiano e che l'interprete non serviva neanche (= niente retribuzione, anche se si parla di una cifra non molto alta che di solito ci viene liquidata dopo diverso tempo), anche se è stata la Procura ad avvisare il tribunale della necessità dell'interprete.
Nel momento in cui ho cercato di spiegare che non va bene così, uno dei carabinieri interviene dicendomi che non mi dovrei lamentare, visto che sono cose che capitano, e questo con un bel sorriso.
La mia domanda è la seguente: sono cose che capitano perché tanto noi interpreti siamo tutti stranieri? Forse non sanno in tanti che per fare questo lavoro fra l'altro devi essere in possesso di certi requisiti, fra i quali anche una laurea. E per farla breve, non è affatto sufficiente essere di madrelingua.
Sono stata guardata male per essermi “rivoltata” davanti ad un giudice, sempre con i dovuti modi, ma io non credo che gli altri, comprese le forze dell'ordine, avrebbero preso questo episodio con la stessa leggerezza se fossero stati loro a non essere pagati.
Il punto di tutto questo è che si parla tanto ed in modo non molto piacevole dei rumeni, che non lavorano, che non hanno voglia di integrarsi, ecc., ma quelli che si danno da fare ed hanno voglia di lavorare, ce la fanno a farsi strada? Con molta, ma davvero tanta fatica, per colpa dei pregiudizi di una bella parte della popolazione. E la stampa non ha mai avuto un attimo di tregua nello strumentalizzare tutti i fatti negativi per quanto riguarda i rumeni. La stampa ha avuto ed ha tutt'oggi un ruolo chiave nel tenere sempre vivi i pregiudizi della gente per quanto riguarda i rumeni.
I rumeni, però, sono dei gran lavoratori, e fanno molto comodo quando non c'è nessun altro a lavorare, fanno molto comodo se si tengono a nero, senza un regolare contratto di lavoro.
Perché la stampa non parla degli incidenti sul lavoro avuti dai lavoratori rumeni, che svolgevano dei lavori che non avrebbero fatto in tanti? Oppure di tutti quelli che vengono pagati parte in busta paga, parte in nero? La maggior parte a nero? Ma la stampa non parla di questo, parla solo ed esclusivamente degli incidenti stradali fatti da autisti in stato d'ebrezza rumeni (come se i cittadini delle altre nazionalità non salgono mai a bordo di una auto dopo aver consumato dell'alcool), degli stupratori rumeni, ecc.
Ci sono stati dei morti sul lavoro rumeni ed i loro datori di lavoro se ne sono lavati le mani e non hanno tirato fuori una lira per le famiglie di queste persone che non hanno mai voluto mettere in regola.
Forse dovremmo riflettere un po' tutti su questi problemi, mettere da parte i pregiudizi e cercare di prendere ed apprezzare le persone per quello che sono: delle persone, tutte diverse ed uniche fra loro.
Egregio Sindaco, sono tantissimi, ma proprio tanti tanti i rumeni onesti, che lavorano dalla mattina alla sera, che hanno studiato, ma non si vergognano a svolgere un lavoro diverso dalla loro preparazione.
Forse se ci diamo una mano a vicenda, forse riusciremmo a vivere tutti un po' meglio e saremmo più tranquilli, indipendentemente dalla nazionalità di chi si ha di fronte, italiano o no.
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